Venerdì Santo 2014 – Procida

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Venerdì Santo all’insegna della passione di Cristo. L’isola di Procida, nel Golfo di Napoli, accoglie una delle più spettacolari manifestazioni votive dell’intera penisola italiana.  Si inizia alle 4 del mattino, quando il suono della buccina, strumento a fiato senza tasti dal dispendioso utilizzo, sancisce il risveglio dei procidani “non addetti ai lavori”. Notte lunga e bianca da parte dei fedeli direttamente coinvolti nella costruzione dei “Misteri”, carri votivi ispirati alla passione di Cristo. Appuntamento a Terramurata per il posizionamento dei Misteri numerati. Un nugolo di figuranti si appresta a vestirsi con i tradizionali cappucci bianchi ed i vestiti turchesi, che caratterizzano proprio la confraternita dei Turchini, risalente al XVIesimo secolo. I neonati, tra le braccia accoglienti delle proprie mamme, rappresentano gli angeli pasquali.  Il suono della buccina, seguito da tre colpi di un uditivissimo tamburo, sanciscono l’inizio della rappresentazione. Sfilano così carri la cui creazione ed il cui risultato, è molto complesso. Da “Misteri” di pochi chilogrammi (quelli destinati ai fanciulli), si passa a realizzazioni in legno ed altro materiale di decine o centinaia di chilogrammi. Vere e proprie opere d’arte, costate mesi di sudore e mancato sonno,  scendono lentamente verso il mare. Date le dimensioni ed il peso dei carri, la sosta è molto frequente. Si procede lentamente, direzione Marina Grande. La folla è concentrata lungo le postazioni laterali. Una moltitudine di bambini, adolescenti ed adulti, procede con fatica, devozione e rispetto per la tradizione. Tra rappresentazioni di croci, di cene e di animali, si giunge nei pressi dell’ex carcere procidano, dove locali e turisti incuriositi, scattano le fotografie di rito. Lungo il passaggio, oltre agli interessanti volti dei locali, è possibile constatare praticamente il calore e l’accoglienza del popolo procidano. Si susseguono inviti a salire per le scale del proprio palazzo per ammirare al meglio, e dell’alto, la lunga manifestazione. Numerose le televisioni e le testate giornalistiche presenti per immortalare il momento. Dopo numerosi sforzi si giunge presso la località portuale di Marina Grande, dove giovani e meno giovani, “parcheggiano” i carri e si godono il meritato riposo. Insomma, una passione vissuta psicologicamente e fisicamente, e che si conclude in un abbraccio tra i partecipanti che, successivamente, si offrono come modelli alle foto della folla emozionata.

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